20 gennaio ore 8.00: ... poche novità...

Spostare lo stop di Unicredit sul break-down di 3.09.

Scattato il raddoppio su Intesa...

... stop sul break-down di 1.301.

Riepilogo titoli italiani.

                 
TITOLI SHORT Ultimo Var% Quantità Segnale operativo     Stop
               
               
               
MEDIA   #DIV/0!            
                 
TITOLI LONG Ultimo Var% Quantità Segnale operativo     Stop
               
FIAT 4,344 2,39% 1 N.A       B-down (1.5%x4) 4.108
STMICROELECTRONICS 5,625 2,33% 1 N.A       B-down (1.5%x4) 5.29
INTESA SANPAOLO 1,369 6,95% 2 N.A       B-down (1.5%x4) 1.301
UNICREDIT 3,408 14,52% 1 N.A       B-down (1.5%x4) 3.09
               
MEDIA   6,63%            
                 
TOTALE DOUBLE-WAY   6,63%            
               
BENCHMARK-MIBTEL 16527,77 2,63%            
                 
TITOLI WATCH Ultimo Var%   Segnale operativo     Stop

Titoli internazionali.

Spostare lo stop di Daxx sul break-down di 61.8.

Riepilogo titoli internazionali.

                     
TITOLI SHORT Ultimo Var% Quantità Segnale operativo     Stop    
                   
                   
                   
MEDIA   #DIV/0!                
                     
TITOLI LONG Ultimo Var% Quantità Segnale operativo     Stop    
                   
DAXX 62,64 0,97% 1 N.A       B-down (1.5%x4) 61.80
SUNTECH POWER 3,20 -13,51% 1 N.A       B-down (1.5%x4) 3.10
                   
MEDIA   -6,27%                
                     
TOTALE DOUBLE-WAY   -6,27%                
                     
BENCHMARK                    
NASDAQ 2788,33 0,67%                
                     
TITOLI WATCH       Segnale operativo     Stop    

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Italia Incontro Merkel, Sarkozy, Monti a Roma    
00:00 Spagna Bilancia commerciale a novembre -3.631,6 mln€ -
00:00 USA General Electric: risultati    
06:00 Giappone Leading Index a novembre (finale) 92,9 -
08:00 Germania Prezzi produzione a dicembre +5,2% +4,6% a/a
10:00 Italia Ordini industriali a novembre -4,8% a/a -

Notizie flash.

114,7 miliardi di euro è il buco che le banche europee devono colmare complessivamente entro il prossimo 30 giugno secondo quanto rilevato dall’Autorità bancaria europea lo scorso dicembre, di cui 15,4 dovuti solo dalle banche italiane.  L’EBA ha dato tempo agli istituti di credito fino a domani, 20 gennaio, per presentare i piani di ricapitalizzazione con i quali gli istituti di credito intendono rifinanziarsi e se qualcuna non ce la dovesse fare, scatterebbe la possibilità di un salvataggio da parte dei rispettivi Stati. Particolarmente a rischio secondo il Financial Times, Monte dei Paschi di Siena e la tedesca Commerzbank. Oggi i vertici di MPS si riuniscono per concordare il piano di ricapitalizzazione. La situazione, fotografata dall’autorità bancaria europea, vede un ammanco di capitale di 3,2 miliardi di euro rispetto a quanto richiesto, buco dovuto soprattutto agli investimenti in bond sovrani ora svalutati. La capitalizzazione di Mps si ferma infatti ai 2,5 miliardi di euro, con il 50% del capitale in mano alla Fondazione Mps la quale, a sua volta, è indebitata di circa 1 miliardo di euro. Il Financial Times, in un articolo pubblicato ieri, sostiene che i guai per l’istituto di Siena siano cominciati quando Rocca Salimbeni ha acquistato la banca Antonveneta – Abn Amro da Banco Santander per 9 miliardi di euro nel 2007. L’asset non ha poi reso quanto sperato, e i debiti si sono accumulati negli anni senza la possibilità di essere ripianati attraverso la vendita di asset, date le difficoltà finanziarie che hanno costellato il panorama economico degli ultimi quattro anni. Tra le possibilità di Mps – che per ora non ha commentato ufficialmente la notizia, aspettando probabilmente l’esito dell’assemblea di oggi – oltre alla vendita di asset immobiliari, la stipula di joint ventures, la conversione in capitale di 1,1 miliardi di euro di prodotti strutturati equity e altre operazioni sui risk weighted assets, potrebbe esserci quella di una diluizione della quota in mano alla Fondazione Mps, che consentirebbe in questo modo l’ingresso dell’azionista pubblico. Secondo gli analisti di Banca Akros "un private placement da 1-1,5 mld euro con la Cdp e' un'alternativa credibile" per risolvere la questione del capitale; la mossa "diluirebbe gli attuali azionisti". Sulla base di queste osservazioni gli esperti hanno ridotto il rating a hold su Mps. Oggi altre banche italiane dovranno presentare i propri piani di ricapitalizzazione a Banca d’Italia: Banco Popolare, a cui mancano 21,37 miliardi, Unicredit, alla ricerca di 7,97 miliardi con l’aumento di capitale in corso, e Ubi Banca, con un gap da 1,39 miliardi . Alle banche tedesche servono invece 13,1 miliardi di euro complessivi, e tra esse Commerzbank – a cui mancano 5,3 miliardi di euro - è quella che il Financial Times indica come quella più soggetta alla possibilità di chiedere aiuti statali in Germania, aiuti che finora però ha sempre rifiutato. Ieri tuttavia è giunta l’energica risposta dell’istituto tedesco, che afferma di potercela fare con le proprie forze: Commerzbank ha infatti comunicato di aver già soddisfatto il 57% dei requisiti Eba e le misure per l'aumento del capitale che verranno messe in atto saranno sufficienti ad assicurare 6,3 miliardi di euro entro il 30 giugno. Ben oltre,cioè, la soglia richiesta dall'autorità bancaria europea.

Il gruppo De'Longhi ha pubblicato i dati sui ricavi preliminari 2011. La società ha conseguito nel 2011 ricavi consolidati per circa 1.800 milioni, in crescita di circa il 10,8%, in linea con le guidelines della società. In progresso ambedue le divisioni Household e Professional, rispettivamente dell’ 11,3% e dell’8,8% circa. Nonostante il rallentamento del mercato europeo dei piccoli elettrodomestici nell’ultima parte dell’anno, il quarto trimestre, si legge nella nota diramata del gruppo, ha visto una buona ripresa della dinamica dei ricavi rispetto al terzo trimestre, grazie alla forza del portafoglio prodotti e alla protezione fornita dalla diversificazione geografica. L’ incremento dei ricavi è stato di circa il 10,3% sull’anno precedente, da 556 a circa 614 milioni di euro.

Maire Tecnimont: Mediobanca taglia prezzo obiettivo da 0,97 a 0,80 euro
Telecom italia: Goldman Sachs abbassa il target a 0,76 euro dal precedente 0,79 euro
Fiat: Barclays abbassa il target a 4,5 euro dal precedente 5 euro